Torniamo a scuola in questi giorni perché si sa che di imparare non si finisce mai. All’interno dell’auditorium di IULM Open Space, nuovo edificio recentemente inaugurato nel Campus dell’Università IULM di Milano, si è svolta in data martedì 14 Febbraio la Cerimonia di Inaugurazione dell’anno accademico 2016/2017.

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Una lezione a tutti gli effetti, ricca di spunti per chi lavora nel mondo della comunicazione all’epoca del giornalismo digitale, arricchita dalla presenza di relatori illustri, su tutti l’ex direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli.

Volti a sottolineare la filosofia e gli investimenti fatti negli ultimi anni dalla IULM sono gli interventi del Presidente del Consiglio di Amministrazione Giuseppe di Lella e del Rettore Mario Negri. Di Lella insiste sul valore delle eccellenze sulle quali bisogna “avere il coraggio di investire anche quando si è fuori dai numeri o si rischia di arrivare tardi” e dell’internazionalismo “che rappresenta qualcosa di più rispetto a corsi in lingua e interscambi”.

A uno sguardo sempre più internazionale si affianca una sempre maggiore apertura al territorio e a Milano in particolare; mostre, eventi e rassegne aperte alla cittadinanza vengono organizzate con la collaborazione degli studenti dello IULM. Per citarne alcuni, i concerti dell’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi, il Festival La Milanesiana o il Noir in Festival.

Negri sottolinea gli importanti investimenti a livello infrastrutturale, su tutti la riqualificazione della Cascina Moncucco che da fabbrica dismessa è diventata residenza per studenti e per professori in trasferta.

Marco Muggiano, Presidente ALIULM © Don’t Movie

Legata a doppio filo allo IULM è l’ALIULM – Associazione Laureati IULM, nata per promuovere le relazioni con istituzioni e mondo delle imprese. L’attuale presidente Marco Muggiano, regala un intervento ricco di contenuti. “Dalla sua nascita IULM ha sfornato oltre 30 mila laureati, anche se, – continua – una realtà che si basa solo sui numeri o si isola ha vita breve. La voglia di stare insieme è la chiave di tutto. Per questo abbiamo creato IULM Innovation Lab, incubatore di nuove idee d’impresa e start up per i futuri imprenditori digitali”.

Muggiano tratta la tematica del rapporto con i social che deve essere rivisto per riportare il contenuto al centro rispetto alle immagini. “Questo noi lo facciamo quotidianamente nell’ALIUM Mag”.

Muggiano, ex studente dello IULM, conclude ringraziando tutti i professori ai quali dice di aver rubato ironia etica e voglia di sfida accanto all’apprendimento di nozioni e capacità professionali. L’obiettivo di questa università è “creare una classe pensante e non solo una classe dirigente”.

Ferruccio de Bortoli © Don’t Movie

Arriva il turno di Ferruccio de Bortoli. Da storico giornalista della carta stampata il suo intervento non poteva non analizzare ciò che oggi, a più livelli, avvelena il dibattito politico e non solo, ossia le postverità o fake news.

“Le postverità – osserva De Bortoli – non riguardano solo i portali online. All’epoca della strage di Charlie Hebdo un quotidiano cartaceo israeliano aveva eliminato dalla foto che ritraeva i leader europei in marcia per la pace tra le strade di Parigi, tutte le donne”.

Le postverità sono alibi per non confrontarsi, a volte sono create apposta per influenzare le votazioni come avvenuto per la Brexit quando Neigel Farage si inventò di sana pianta un risparmio di miliardi di sterline nel settore sanitario in caso di vittoria del leave. Quando fu sbugiardato era ormai troppo tardi per i sostenitori del remain.

Nell’epoca delle post verità non è necessario dire il vero, ciò che importa è raggiungere la più ampia fetta di pubblico possibile, in una gara a chi la spara più grossa.

“Certo – continua De Bortoli – sarebbe ingiusto pensare che Brexit o l’elezione di Trump siano da attribuire in maniera esclusiva alle postverità. Nelle ultime elezioni austriache l’80% della classe operaia ha votato per il partito di estrema destra e questo è segno di un malessere più ampio e diffuso”.

“Anche i giornali hanno le loro colpe perché i social si alimentano delle news fornite dai quotidiani, spesso interpretandole e distorcendole. Il successo delle news date dai social network è da attribuire anche a un’esigenza particolare, ossia quella di ricevere informazioni che non provengano esclusivamente dall’establishment”.

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“Detto questo – prosegue De Bortoli – la rete deve restare libera ma una maggiore responsabilità è necessaria per i grandi player del settore. Se la stessa attenzione nel profilare gli utenti e i loro gusti per fini meramente commerciali venisse utilizzata per monitorare le notizie e garantire la loro veridicità, un importante passo in avanti sarebbe stato fatto”.

“Siamo di fronte a una trappola cognitiva”. De Bortoli cita un portale di fakenews, newsexaminer.com, il cui titolare, producendo contenuti falsi o gonfiati, è riuscito a garantirsi entrate mensili per 10 mila dollari al mese”. Con l’ascesa di Trump e delle sue sparate riprese su tutti i principali social network, come quando affermò che l’ex Presidente Obama non fosse un vero americano o quando definì invenzioni le preoccupazioni legate al cambiamento climatico, il titolare si è visto battuto, e ha visto crollare le sue entrate pubblicitarie.

La parola è un’arma che va usata con cautela – conclude De Bortoli. Chi come Ulisse utilizzava la propria conoscenza per imporre il proprio volere è stato collocato da Dante tra gli orditori di frodi che non agirono per perseguire i propri scopi con armi e coraggio ma con la spregiudicatezza del proprio ingegno e costretti per questo in una lingua di fuoco perenne”.

Angelo Turco, Presidente ordinario di Geografia © Don’t Movie

La cerimonia si chiude con l’intervento del Professor Angelo Turco, esperto di geografia e appassionato di Africa, “un continente che come dice Hegel non ha una storia se non quella che asiatici ed europei hanno imposto loro attraverso conquiste e tratta degli schiavi. Un continente preliminare perché mai entrato nella storia e allo stesso tempo postliminare perché dalla storia è stato fatto uscire. Un luogo eterotopico, degli africani ma non per gli africani”.

In prima fila il sindaco Beppe Sala © Don’t Movie

Una chiusura, che alla presenza del Sindaco Beppe Sala, sembra portare un forte messaggio a una politica preda di giochi di potere e lontana dalle grandi sfide del nuovo millennio.