Con il passare di giugno, siamo arrivati al giro di boa di questo 2017. Prima di augurarci buone vacanze per la pausa estiva, è il momento di fare un veloce bilancio e, soprattutto, azzardare qualche previsione per la seconda parte dell’anno.

Come confermato dall’Industry Forecast Update di Advito, società di consulenza di BCD Group, la tendenza air a livello internazionale parla di una crescita della domanda anno su anno pari al 7% nel primo trimestre 2017, il che potrebbe portare a un lento aumento delle tariffe nella seconda metà dell’anno. In Europa le tariffe intercontinentali sia in business che in economy continueranno a crescere (rispettivamente fino a uno e fino a due punti percentuali), mentre la presenza dei vettori low cost contribuirà a mantenere stabili i prezzi sulle tratte di medio raggio. In una distinzione per destinazione, i voli verso il Nord America saranno protagonisti degli aumenti più significativi all’interno del range individuato.

I Travel Manager stanno sempre più crescendo nella consapevolezza che, soprattutto per migliorare le performance in caso di Travel Program che hanno raggiunto la “maturità” – in termini sia di solidità sia di data di attivazione – l’unica via è concentrarsi sull’aspetto qualitativo e approfondirne l’impatto strategico globale. Portare in azienda successi significativi in termini di saving e produttività costi-benefici della trasferta è impossibile senza il supporto dei viaggiatori stessi.

Il Traveller Engagement come approccio distintivo – come ci dicevamo qualche settimana fa – è ancora un trend in piena fioritura, sia nella decisa presa di posizione oltreoceano sia nei più timidi “boccioli” europei. Far convergere le aspettative personali dei viaggiatori con gli obiettivi dei Travel Manager richiede un piano strutturato, che parte dall’analisi delle realistiche aree di intervento. Segmentare il target group aziendale di riferimento per rendere efficaci le campagne di digital ed environmental marketing è il secondo passo per convincere i traveller, dando il via a un circolo virtuoso di piccoli cambiamenti apparentemente poco significanti, ma che, sommati, producono valore in termini di saving, proteggendo la soddisfazione e il clima interno dai colpi dolorosi di un’eventuale massiccia revisione della Travel Policy in toto.

In ottica di relazione costante e di qualità con i viaggiatori, le compagnie aeree puntano al rafforzamento della loyalty dei passeggeri, introducendo programmi reward estesi a tutti i dipendenti delle aziende. Tra i plus inclusi ci sono l’imbarco prioritario, la protezione in caso di overbooking e la priorità in caso di riprotezione causa disagi. Il tutto sempre muovendosi verso l’idea di personalizzazione totale dell’esperienza di viaggio, incentivata dalle alte performance di gestione dati in campo tecnologico.

Per il comparto hotel, seguire la stessa via non è altrettanto semplice, ma tra alcuni – timidi – benefit offerti, spiccano gift card per esperienze particolari in struttura o sul territorio o il più semplice coupon per drink di benvenuto. In questo settore, la modesta ma continuativa crescita economica fa sì che le tariffe in Europa possano crescere tra l’1 e il 3%, con il nostro Paese che si posiziona nella fetta più contenuta egli aumenti.