Già a cavallo tra 2016 e 2017 abbiamo parlato di previsioni, snocciolato qualche numero, focalizzato due trend tra i più significativi dell’anno appena chiuso.

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Oggi torniamo ad approfondire il tema – mettendo fuori il naso dal business travel per una volta – provando a tracciare un identikit di un paio di punti in comune nel futuro dei due settori così diversi ma così vicini: business travel e Mice. Il Trends & Innovation Report Q1 di BCD Meetings & Events prevede una crescita dell’1,9% per quanto riguarda la partecipazione a eventi e meeting, mentre il coinvolgimento virtuale segnerà un +2,4%.

Il Virtual è una medaglia in ex aequo che ha due facce: un’opportunità da cogliere e uno scardinamento di modelli di business consolidati – sia per il business travel sia per il Mice. Se l’immersione totale nel virtuale è ancora un passo troppo lungo da fare, metteremo un piedino in questo scenario fantascientifico con le tecnologie wearable per i pagamenti, l’intelligenza artificiale – software che adattano la loro risposta in base al comportamento dell’utente come i chatbot e gli assistenti virtuali – soluzioni cloud based, sistemi di riconoscimento biometrici e l’internet of things.

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Per molti di noi sono solo parole “di tendenza” (letteralmente), ma sono sempre più protagoniste sulla scena travel e meeting, grazie a sperimentazioni e integrazioni in tanti eventi innovativi soprattutto oltreoceano. L’utilizzo dello smartphone è molto più vicino alla nostra quotidianità ed è già più commodity che previsione: per i viaggiatori d’affari è strumento essenziale per la gestione della trasferta e anche gli organizzatori di eventi toccano con mano quando la Second Screen Technology sia efficace nel creare engagement tra i partecipanti. Da tutte queste innovazioni tecnologiche deriva un’enorme mole di dati, croce e delizia del lavoro di analisi che è alla base del lavoro di personalizzazione e integrazione: il loro utilizzo ragionato sarà sempre più fondamentale per ottenere ritorni dai propri investimenti tecnologici. Di pari passo, il Risk Management è un capitolo ancora più importante. Ne parlo proprio in questi giorni particolarissimi, che hanno visto l’emergenza neve al centro sud e le nuove forti scosse di terremoto: sia lato operatori che viaggiatori il tema è particolarmente sentito e il fatto di saper attuare un piano di recovery nel minor tempo possibile è definitivamente necessario. Ovviamente le emergenze climatiche e naturali sono solo parte dei fattori di rischio. I Travel Manager ne sono sempre più consapevoli e anche i professionisti del meeting stanno sviluppano attenzione crescente al tema (che cresce di 15 punti percentuali rispetto al 2016). Buon anno, quindi, e buon viaggio a tutti verso nuove opportunità e sfide stimolanti.