La definizione del Wedding Planner è stata più volte spiegata ma mi sembra che qualche operatore non abbia capito veramente il significato. A volte mi capita di notare che le location propongono le loro wedding planner magari includendole in simpatiche “proposte menu” oppure omaggiando la coppia di sposi di questo servizio, quasi la WP facesse parte di bizzarre offerte per accaparrarsi il cliente (specialmente se straniero).

Mi preme ricordare che un cliente intende la WP come una professionista che ha un ruolo esclusivo: un ruolo che parte da una semplice consulenza e finisce con l’essere la persona di riferimento degli sposi. Si occupa non solo della gestione dell’evento nel giorno principale o della scelta del centro tavola o del menu.

La figura del WP collabora con tutti i professionisti del settore, incontra gli sposi più volte, segue le loro pratiche presso le ambasciate, supporta emotivamente e logisticamente la coppia e gli invitati, che a volte la contattano anche per le valige smarrite in aeroporto o il volo cancellato in transito da qualche scalo sperduto. Si occupa di interagire con i fornitori per la scelta di ogni singolo servizio inerente le nozze (grafica, musica, light design, cadeaux de mariage, fiori e tutto il design dell’evento).

Spesso la WP proposta dalle location è una collaboratrice della struttura, in genere braccio destro del maître piuttosto che vera e propria wedding planner. Raramente ha competenze di pratiche burocratiche, non comunica con uffici pubblici e non ha idea del tempo trascorso tra uffici comunali e ambasciate per presentare e attendere documenti validi.

Quello che accade frequentemente è che i proprietari delle strutture suggeriscano fornitori legati in esclusiva alla location da contorti accordi commerciali; difficilmente rappresentano un valore aggiunto. Sono solo uno specchietto per le allodole.

Se il proprietario di una location promuove la propria WP essa deve lavorare in piena autonomia, libera da orari e in luoghi anche differenti dalla struttura,  deve seguire i clienti in giro per la città per poi “chiudere il cerchio” nella propria location.

E se alla sposa non piace lo stile dei vostri fornitori, bisogna essere onesti nel proporre varie soluzioni senza chiudersi dietro la logica dell’esclusiva! Un consiglio per le mie colleghe WP: se gli orari, come spesso accade, non coincidono (tra le esigenze della struttura per la quale lavorate e le esigenze degli sposi), vi consiglio di chiedere un “doppio compenso”, a meno che non siate proprietarie e WP della location in cui si celebra il matrimonio!

Fotografo Francesco Gravina