Le giovani generazioni e i cosiddetti “Baby Boomers” hanno sicuramente una passione in comune: viaggiare. Ma la crescente liberà di spostamento, gli sviluppi tecnologici e i prezzi concorrenziali delle compagnie aeree hanno modificato drasticamente il modo di viaggiare delle persone: si viaggia con una frequenza di gran lunga maggiore rispetto ai nostri genitori e nonni, e si prenota un volo intercontinentale con pochi click dal proprio smartphone.

eDreams ha condotto una ricerca coinvolgendo 13 mila persone da otto diverse nazioni (USA, Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna, Italia, Portogallo e Svezia) da cui emergono come sono cambiate le abitudini dei viaggiatori delle diverse generazioni, dall’età del primo viaggio internazionale al modo di prenotare le proprie vacanze.

Per gli over 50 i viaggi oltre oceano sono diventati realtà solo dopo la maggiore età, mentre per il 66% dei figli degli intervistati il primo viaggio internazionale è stato fatto alla tenera età di 5 anni. I nati negli anni ’60, invece, che hanno avuto la fortuna di viaggiare oltre oceano fin da piccoli, sono solo il 29%. Allo stesso tempo, i Millenials hanno viaggiato fin da piccoli tre volte di più rispetto ai propri genitori.

In media, sono gli europei i viaggiatori internazionali più precoci. Se l’età media globale del primo viaggio a lungo raggio è di 13 anni, i tedeschi lo fanno ancora prima, a 9 anni, seguiti da Francesi e Svedesi che si imbarcano rispettivamente a 11 e 12 anni. Al primo posto della classifica ci sono però i portoghesi, che sono più propensi a far viaggiare i propri figli oltre oceano già all’età di 5 anni. Restano più indietro i cittadini americani, la cui età media del primo viaggio fuori dalla proprio continente sale a 17 anni. Di tutti gli adulti americani intervistati, c’è ancora un 31% che non è mai uscito fuori dagli States.

Millenials e adulti over 50 sono però d’accordo su una cosa: rispetto a 10 anni fa si viaggia con molta più frequenza, lo ha affermato il 54% degli intervistati residenti del nostro Paese.

Prenotare è diventato ancora più semplice: a livello globale il 75% dei viaggiatori utilizza agenzie di viaggio online. L’Italia, insieme a Spagna e Portogallo, è la nazione dove il doppio dei viaggiatori è più probabile che prenoti le vacanze con un’agenzia di viaggi online. Gli italiani si attestano anche al primo posto della classifica delle nazionalità che investono più soldi nei viaggi, circa il 20% dei propri guadagni annuali, contro la media europea del 16%.

Penso che questi numeri dovrebbero far riflettere anche gli operatori del Mice, le cui tendenze, sia pur influenzate anche da altri fattori, riflettono la propensione agli spostamenti al di là della crisi economica.