Tra le diverse ipotesi avanzate per salvare Piazza San Marco dalle orde di turisti mordi e fuggi sono spuntati anche i tornelli.
Ipotesi bocciata immediatamente da Franceschini, che tramite le colonne del Corriere ha fatto sapere che il modello a cui guardare è quello di Dubrovnik: un sistema di contapersone che riesce  a regolare i flussi nei momenti più “caldi” della giornata.

No dunque a un numero massimo di accessi, ma gestione degli ingressi come accade per qualsiasi museo. Ancora da capire quale sia la portata massima che Piazza San Marco è in grado di gestire, ma la proposta potrebbe convertirsi in realtà già il prossimo luglio nell’ambito delle richieste avanzate dall’Unesco.

Franceschini dice no anche a un ticket d’ingresso per i turisti in città come Venezia, Firenze e Roma «perché una città è un organismo vivo e aperto».

Un organismo ha però anche bisogno di essere nutrito, mentre la sola regolamentazione degli accessi andrebbe sicuramente a tutela dell’ambiente e del patrimonio architettonico, ma lascerebbe inalterato un problema che attanaglia Venezia più di Roma e Firenze, quello dei turisti mordi e fuggi.

Nemmeno il turismo MICE e la costituzione di un convention bureau cittadino erano riusciti nel miracolo per la città dei Dogi.

E allora perché non pensare a un ticket di “sopravvivenza” rivolto ai turisti stranieri, che coinvolga le tre principali destinazioni italiane, partendo da Venezia, passando per Firenze per approdare a Roma? Per ogni città il ticket darebbe accesso a musei, servizi o trasporti, o, nel caso di Venezia, a Piazza San Marco.

Non molto diverso dal sistema della tassa di soggiorno, con l’unica differenza che in quel caso non sono i Comuni a dover interpretare il ruolo degli esattori, ma i poveri albergatori.

Questione di forma, più che di contenuto verrebbe da dire.

Male che andrà i turisti diserteranno Venezia, Firenze e Roma per scegliere destinazioni italiane che non comportano il pagamento di un ticket favorendo le tanto decantate destinazioni alternative.

Per la serie piazze vuote, ma casse piene.