Nulla è permanente, tranne il cambiamento (Eraclito).

Negli ultimi tempi abbiamo parlato molto spesso di cambiamento e innovazione, in termini di approccio commerciale, di strategie marketing, di tecnologia o gestione delle risorse. E personalmente è un tema che mi affascina parecchio. Forse perché cambiamento è sinonimo di crescita ed evoluzione, forse perché mi annoio facilmente e, pur rimanendo fedele alle mie passioni professionali e personali, sono sempre in cerca di un modo nuovo per coltivarle e viverle in maniera diversa. O nuova appunto.
Sarà poi che la legge d’attrazione esiste davvero… e lo scorso 15 giugno per conto di Qualitytravel ho preso parte all’inaugurazione di una nuova struttura a Riva del Garda, il PalaVela. “Che collegamento banale!”, direte voi, “ogni inaugurazione per definizione porta qualcosa di nuovo!”. Vero. Ma vero anche che vi state sbagliando.

La nuova location deve il proprio nome anzitutto alla collocazione: nell’area gardesana famosa per la presenza costante di vento che consente la pratica di tutti gli sport velici per tutto l’anno. S’inserisce tra il centro storico, la fraglia della vela, i giardini all’italiana sul lungo lago e il centro congressi diventando uno spazio centrale per gli eventi.  Con una superficie complessiva di 2.000 mq in grado di garantire la massima flessibilità e funzionalità, il PalaVela è al contempo una location per allestimenti a platea fino a 1.400 posti, a banchi scuola fino a 400 persone, o una cena di gala fino a 1.000 ospiti.

Dov’è la novità? Nella sua natura intrinseca fatta di provvisorietà e versatilità.
Come spiegato dal Presidente di Riva del Garda Fierecongressi Roberto Pellegrini, il PalaVela è un vero e proprio polmone di importanza vitale, progettato in maniera totalmente modulare ed ecofriendly, costruito in attesa dell’ampliamento e della ristrutturazione del nuovo centro congressuale. Con questo ampliamento il Centro Congressi di Riva del Garda, unica venue per grandi eventi direttamente affacciata sulle rive del lago di Garda, offre oggi una sala plenaria da 900 posti, due aree polifunzionali (il PalaVela e il Palameeting) per un totale di 4.700 metri quadrati e sei sale modulari per complessivi 600 posti con capienze diverse, da 30 a 250.

Un nuovo modo di vivere l’edilizia

E una volta conclusi i lavori di ampliamento cosa accadrà? Semplice, la struttura verrà smontata e ricollocata in un altro luogo.
«Siamo abituati all’edilizia eterna che attraversa le generazioni e ci sorprende quando vediamo nascere un edificio e poi demolirlo», spiega Mario Agostini, Presidente di Patrimonio del Trentino, società immobiliare della Provincia Autonoma di Trento che ha realizzato l’opera. «La cultura del futuro ci metterà di fronte anche a questa necessità: programmare la durata degli edifici e sottrarci all’obsolescenza nella quale oggi spesso ci troviamo, sia essa energetica, di accessibilità o di parcheggi. Questo ci insegna che la tutela del paesaggio, dove il Trentino è sempre stato all’avanguardia, passa anche dalla capacità di ripristino e dal rendere l’intervento di riqualificazione temporaneo. Ci auguriamo che a partire da questo intervento del PalaVela si creino circoli virtuosi esterni».

Provvisorio e riutilizzabile sia come struttura finita sia in termini di materiali utilizzati, il PalaVela è stato costruito in quattro mesi, a cavallo di Natale e il ritrovamento di un ordigno bellico, costato solo 750 euro al mq, ed è un esempio di fare bene e di sobrietà.